Lu vecchio' 2010

 

canti di questua in onore di Sant'Antonio abate

 

Sono tanti anni che l’Istituto Tecnico Agrario “C. Ulpiani” di Ascoli Piceno organizza Lu Vecchio’ in occasione della festività di Sant’Antonio Abate. Lo fa attraverso un gruppo folcloristico che si può ormai definire storico, il Gruppo La Pemmadora, il cui nome riprende il tradizionale giornalino di carnevale della scuola.

Anche quest’anno l’iniziativa prevede un programma lungo ed intenso che è iniziato ad Ascoli il 15 gennaio e si è concluso a Montedinove il 17 gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio Abate.

Attualmente Lu Vecchio’ ha assunto il valore di progetto POF (piano di offerta formativa dell’istituto), quindi deve passare al vaglio degli organi collegiali ed ottenere le necessarie autorizzazioni; le “carte” sono tante, peccato che non ci sono le risorse e, quindi, tutte le spese sono a carico di alunni e docenti che vestiranno i tipici abiti “campagnoli” e le mantelle scure, urlando a squarciagola i canti di questua e portando nelle case, nelle stalle, nelle scuole, la benedizione del Santo con la speranza di rimediare qualcosa da mangiare e qualche soldino da spendere per la gita di fine anno e per la manutenzione del giardino botanico didattico della scuola. Speranza quasi sempre esaudita, in quanto la minaccia di ricevere i tremendi canti di maledizione è da tutti vista come una grande sciagura da evitare.

A giudicare dalle numerose richieste pervenute, l’iniziativa riscuote un grande successo ma soprattutto favorisce la conoscenza delle radici storico-culturali del nostro territorio, la creazione di relazioni con gli abitanti dei paesi (soprattutto bambini ed anziani), la conservazione della memoria storica della nostra terra, la socializzazione degli alunni della scuola, l’integrazione di alunni diversamente abili. Il risultato più importante e forse unico nell’ambito del POF, è il coinvolgimento contemporaneo di tutte le componenti della scuola: docenti, personale ATA, collaboratori scolastici, alunni, genitori ed ex allievi.

Sono tante le “poste”, cioè le tappe previste dal gruppo nei luoghi che hanno offerto ospitalità. Al primo posto le scuole elementari Luciani-San Filippo, San Domenico, di Acquasanta e di Sant’Egidio; ma la visita più coinvolgente è quella alle case di riposo dove i giovani studenti incontrano persone anziane che, sulle note dell’organetto, cantano, danzano e raccontano la loro storia. Non può mancare la visita alle aziende (Ze’ Migliori, La Vergara, Sabelli, Cartofaro, Fainplast) ed i canti nelle piazze di alcuni paesi (Appignano, Castel di Lama, Offida, Cossignano, Montedinove). Nella giornata del 16 gennaio, La Pemmadora si unirà ad un altro gruppo dell’Istituto Agrario di nuova formazione, quello de Li mmasciate che, presso la casa colonica della scuola, lavorerà un maiale appositamente allevato dagli studenti delle ultime classi. Il motivo? Evitare quella fastidiosissima e spesso dannosa abitudine di festeggiare i 100 giorni dall’esame con lo spargimento di quintali di sale. In questo caso la “salata”, riservata al porco, sarà sicuramente più produttiva in quanto si concluderà con una bella mangiata di braciole allietata dai canti della Pemmadora e dal vino dell’Istituto Agrario e servirà per preparare gli insaccati e i prosciutti da consumare in seguito. Un prosciutto resterà a disposizione delle classi quinte del prossimo anno che potranno così a loro volta festeggiare i 100 giorni dall’esame.

Certo, le festività di Sant’Antonio saranno per gli studenti tre giorni lontani dai banchi di scuola, divertenti ma stancanti, ma comunque tre giorni di scuola con “lezioni” importanti da raccontare sul monachesimo, l’economia rurale, le malattie quali l’ergotismo e l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), il patrimonio zootecnico del territorio, affinché non si dica che “tutto finisce a tarallucci e vino”.